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La Liguria sta coprendosi di quasi tre MILIONI
Video di http://www.ilgrillodigenova.org/ La Liguria sta coprendosi di quasi tre MILIONI DI METRI CUBI DI CEMENTO. In quindici anni, dal 1990 al 2005, il territorio libero dalle costruzioni è passato da 249.000 ettari a 135.570 con una riduzione del 45,55 per cento. In pratica quasi la metà delle zone libere sono state cementificate. Un record negativo. E la Liguria distanza le altre regioni di molte lunghezze: al secondo posto di questa malinconica classifica si piazza la Calabria che ha regalato al cemento il 26 per cento delle sue coste libere. In Italia, mediamente, dal 1990 al 2005 le regioni hanno perso il 17,06 di spazi incontaminati. La Liguria supera del 300 per cento questa percentuale.
"Il partito del cemento", di Marco Preve e Ferruccio Sansa (con prefazione di Marco Travaglio, edizione Chiarelettere), è in libreria. E non è finita: sono in arrivo centinaia di palazzi, grattacieli, parcheggi, box interrati e tanti, tantissimi porticcioli con posti barca. Secondo le stime delle associazioni ambientaliste, soltanto lungo la costa ligure sono in via di realizzazione oltre 3 milioni di metri cubi di nuove costruzioni. Come dire: una nuova città che sta nascendo sulle coste già iper-congestionate della regione. Altre informazioni scottanti: http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_conten t&task=view&id=4345&Itemid=1
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Tratto dal sito http://www.casadellalegalita.org/ :
"Il partito del cemento" libro-inchie
Tratto dal sito http://www.casadellalegalita.org/ : "Il partito del cemento" libro-inchiesta di Preve e Sansa ORA NELLE LIBRERIE Adesso come allora. Come ai tempi de LA SPECULAZIONE EDILIZIA di Calvino (1957). Una nuova colata di cemento si abbatte sull'Italia, a partire dalla Liguria. La febbre del mattone non conosce ostacoli perché raccoglie consensi trasversali, e al diavolo il paesaggio.
Chi può, se ne va ai Caraibi.
Castelli, ex fabbriche, conventi, colonie, ex manicomi, ospedali: tutto si può "riqualificare", parola magica che nasconde ben altro.
Politici locali e nazionali, di destra e di sinistra, imprenditori, alti prelati, banchieri, siedono contemporaneamente in più consigli di amministrazione e si spartiscono cariche pubbliche, concorsi, appalti, finanziamenti... Allo scopo servono anche associazioni culturali o in difesa dell'ambiente, appuntamenti gastronomici, feste e premi. Controllori e controllati spesso sono la stessa persona, famigliari o amici fidati.
"Fare sistema" da queste parti vuol dire costruire una rete sul territorio che non lascia spazi a chi non è della partita. In nome degli affari.
La Liguria sta coprendosi di quasi tre MILIONI DI METRI CUBI DI CEMENTO e se non c'è più posto a terra, si prova sul mare, costruendo nuovi porti per decine di migliaia di posti barca. Non mancano neppure i grattacieli, opera di architetti prestigiosi (Bofill e Fuksas a Savona, Consuegra ad Albenga) che hanno messo da parte qualsiasi scrupolo paesaggistico (ma Renzo Piano si è ritirato da un progetto che inizialmente portava la sua firma).
Parlando di cemento e di piani regolatori, si arriva necessariamente a parlare della mancanza di regole di una classe dirigente in bilico tra l'imbroglio, la trama del sottogoverno e l'interesse personale.
Di un'umanità approssimata moralmente e culturalmente.
Addio all'Alassio di Carlo Levi e di Hemingway, addio alla Sanremo di Calvino, addio alle Bocche di Magra della Duras, di Vittorini, Pavese, Einaudi. Addio alla Liguria degli artisti e degli intellettuali.
Ma non tutto è perduto, c'è chi si batte e ottiene risultati sorprendenti. Basta cominciare dal basso. Tutti possiamo esercitare il ruolo di CITTADINI, come dimostrano le associazioni libere e le iniziative che sono nate in questi mesi, in questi anni.
GLI AUTORI...
Marco Preve è nato quarantaquattro anni fa a Torino, dove ha iniziato ad amare la cioccolata e lo sci. Ha trascorso l'adolescenza e gli anni dell'ozio a Savona, e oggi vive con la famiglia a Genova dove lavora alla redazione di «la Repubblica» e si occupa di cronaca giudiziaria. Non è mai stato uno studente brillante ed è forse per compensare anni di dispiaceri ai suoi genitori che oggi, nel suo mestiere, cerca di analizzare, capire, approfondire, e svelare i lati torbidi delle vicende di cui si occupa. Si impegna per far emergere gli aspetti oscuri di affari all'apparenza cristallini, come pure a guardare oltre le veline e dietro a certe entusiastiche conferenze stampa. Si è occupato del G8 di Genova, per strada e nei corridoi della Procura, ha dato qualche dispiacere agli amici liguri - tanti - di Fiorani, e appena può si dedica ai casi di speculazione edilizia. Collabora con «MicroMega» e «L'espresso», ed è membro di giunta del sindacato ligure dei giornalisti. Un sindacato che combatte e che è anche riuscito a convincere i colleghi a restituire, alla banca che li aveva regalati per una conferenza stampa, dei preziosi orologi.
Ferruccio Sansa è nato nel 1968. Dopo la laurea in legge e la scuola di giornalismo di Milano, nel 1996 è approdato a Roma, a «Il Messaggero». Dal 2000 è passato a «la Repubblica», prima a Roma, quindi a Milano. Nel 2007 è diventato inviato de «Il Secolo XIX». Ha pubblicato la raccolta di racconti Se ci fossimo parlati (De Ferrari, 2001) e, con Luigi Offeddu, i libri-inchiesta Ragazzi di Satana (Bur, 2005) e Milano da morire (Bur, 2007). Ha collaborato ad «Airone», Radio Popolare e «The Guardian». Scrive per «MicroMega». Questo è il curriculum ufficiale. Ma per un libro che parla della nostra terra e, quindi, anche di noi, dobbiamo dire un po' di più. La mia carriera ha proceduto al contrario: ho cominciato da direttore. A sette anni dirigevo il settimanale «L'Inchiostro» (sette copie con la carta carbone). Insomma, non ho mai voluto fare altro che il cronista, perché questo lavoro ti costringe a capire gli altri. Si alimenta di curiosità e meraviglia. È, in sostanza, una forma di passione per la vita. Ma il lettore forse si chiederà perché ho scritto questo libro: ho quarant'anni e sono arrivato al punto in cui devi decidere se rassegnarti perché intanto non cambierai niente o se provarci ancora. Altre informazioni: http://www.ilgrillodigenova.org/
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I maiali minacciano la civiltà.
Serve una nuova coscienza.
Testo di Giorgio Gaber.
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I maiali minacciano la civiltà. Serve una nuova coscienza. Testo di Giorgio Gaber. Informazioni http://beppegrillo.meetup.com/601/
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