Rain One from Verekai Cirque Du Soleil-FALL OF AN ANGEL
LYRICS::
Falling... (Me caig
Rain One from Verekai Cirque Du Soleil-FALL OF AN ANGEL
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Falling... (Me caigo) Fall of an angel... You can see the fall... When you're feeling high... (Yo estoy dentro de las sombras) When you kiss the earth Angel of your mind I'm blowing
Dentro de tus suegos mas profundos Yo te oigo me llamas Tus miedos profundos Me ves cayendo Me caigo (Falling) Vivo dentro de tu spiritu (Fall of an angel) La tiendo dentro de tu corazon
You can see the fall... Angel... In your deepest dreams
Sufriendo, fluyendo dentro de ti (Fall of an angel) Besando la tierra Asciende te, levantando te Fluyendo dentro de ti Atraves de ti Cuando te lavantas Cuando esta triste Cuando lloras con la luvia
If oceans collide If the moon crossed the sun I'm wasting my breath With no name and no one
Silence of the sound And the colors of the night The sounds from the thoughts And the thoughts from light
The way I've been sinking Amounted to the light There's nothing but space And the dove can't take flight
Silence of the sound And the colors of the night The sounds from the thoughts And the thoughts from light
Fall of an angel... Falling...
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Added: 9 months ago
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Fav Song from CDS.. Pls rate! ^-^
Légère et douce A en pleurer L'ivresse De pouvoir
Fav Song from CDS.. Pls rate! ^-^
Légère et douce A en pleurer L'ivresse De pouvoir s'envoler
Diamantes de lune Sur l'eau qui dort C'est ton chemin de conquistador
Tes yeux ne voient que le bleu du ciel La terre a posé des chaines à tes ailes Pour te garder près d'elle
Divino y calmo Sobre el mar Volando el pájaro es un rey
Sus ojos miran el mundo triste Su alma llora de compasión La bella soledad
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Added: 2 years ago
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Nel 1997 emersero dall'underground italiano i Crown of Autumn, prodi speramentalisti di un
Nel 1997 emersero dall'underground italiano i Crown of Autumn, prodi speramentalisti di un black metal epico dalle sfumature mistiche e sacrali, con un lavoro molto più che interessante, "The Treasures Arcane". Da una costola di quello spirito nasce oggi il progetto Magnifiqat, capitanato da Emanuele Rastelli (frontman dei Crown of Autumn) e Mattia Stancioiu (batterista degli stessi Crown e dei Labyrinth), che ha prodotto come suo primo lavoro, "Il Più Antico dei Giorni". Già dal titolo, l'uso dell'italiano può sembrare "insolito" visto il panorama odierno palesemente anglofono, ma la scelta è presto spiegata: leggendo il booklet (peraltro curato in maniera eccelsa) e scorrendo i testi non si può non notare la bellezza stilistica e poetica dei suddetti, a volte un po' criptici ma sempre efficaci e sempre estremamente comunicativi. Inserendo il cd nel lettore, si ha poco tempo per realizzare cosa davvero stia accadendo prima di essere completamente rapiti dalle atmosfere oniriche e mistiche della musica dei Magnifiqat. Inquadrare, aggettivare, definire la loro proposta musicale è arduo, e sarebbe riduttivo. Ci si può limitare solo a farsi trascinare da melodie "fuori dal tempo", da visioni arcane, malinconiche, affascinanti, che come ideale scenario avrebbero rovine di un antico anfiteatro. Il tutto è condotto sapientemente da un'eccelsa e limpida interpretazione di Emanuele Rastelli che, sebbene non sia dotato di un'estensione amplissima, riesce a comunicare in maniera intensa e pregnante ogni singola emozione evocata dai brani. Ad integrare il lavoro di Emanuele, Mattia e Massimiliano Biganzoli (bassista), ci pensano gli intrecci lirici di Francesca Cavalleri ("All'imbrunire", "Diadema", "Anastasis", e "Dune"), la dolce voce di Barbara Schera Vanoli ("Dune") e i costanti inserti acustici, folkloristici, classici di violoncello, violino e flauto traverso, che rifiniscono il quadro propositivo dei Magnifiqat donando un tocco di elegante sacralità. Il viaggio all'interno dell'animo comincia con l'incedere lento, gotico, suggestivo di "Dalla bocca dell'inverno"; il senso crepuscolare e gotico e si fa più "opprimente" nel momento più energico dell'album, "All'imbrunire", per poi trasformarsi in pura magia arcana e arabesca nella sacrale, delicata, toccante "Diadema". La magia si trasforma dolcezza e in grazia poetica grazie ai violini e al gioco di voci fra Emanuele e Francesca in "Anastasis", lasciando nell'animo dell'ascoltatore una sorta di malinconica rimembranza che rimane, pervadendo l'ambiente circostante, con la strumentale "Il canto della pietra". La seconda metà dell'album si apre con "Ninfea", canzone dai toni leggermente esotici, che infonde nella sua immediatezza, soprattutto nel ritornello, una sensazione di gradevole e dolce spaesamento all'interno di paesaggi naturali. Spaesamento che poi trova la sua quiete nell'affascinante "Il più antico dei giorni", in cui ritorna l'incedere lento e gotico, amplificato da soluzioni corali che ricordano lontanamente le atmosfere dei Therion; è il momento di massima apertura artistica dell'album, quasi lo zenit della maestosità scenica del lavoro dei Magnifiqat, prima di rintanarsi nei paesaggi e passaggi oscuri di "Dune", la canzone più cupa e squisitamente "gothic metal" dell'album. Qui, il gioco di voci fra Emanuele e Barbara è a dir poco strepitoso ed è incorniciato perfettamente sia da una melodia ripetitiva e cupa ma decisamente efficace sia dal lavoro sullo sfondo della solita Francesca. E' il dono finale dei Magnifiqat, una gemma di rara bellezza, che attraversa completamente l'animo dell'ascoltatore lasciandolo attonito, ad ascoltare le note estremamente sacrali, evocative e cadenzate de "L'ora del silenzio", degno tassello finale di un mosaico eccellente. In definitiva, "Il più antico dei giorni" è un cd che non può non piacere per via dell'alta qualità puramente artistica che offre, ma di sicuro sarà la gioia e diventerà "necessario" per chi apprezza soluzioni "gothic" acustiche, atmosferiche ed evocative. Per quel che mi riguarda, l'ho trovato splendido, toccante... un toccasana per l'animo e le orecchie, decisamente. Da ascoltare e da vivere...
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Added: 7 months ago
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