La storia delle donne è la storia della peggiore tirannia che il mondo abbia mai conosciut
La storia delle donne è la storia della peggiore tirannia che il mondo abbia mai conosciuto: la tirannia del debole sul forte. Ed è l'unica tirannia che duri.
Le donne non sono fatte per giudicarci, ma semplicemente per perdonarci quando abbiamo bisogno di perdono. Il perdono, non la punizione, è la loro missione.
Le donne immorali ti irritano, le donne buone ti annoiano. E' tutta lì la differenza tra le une e le altre.
Le donne hanno un istinto meraviglioso, scoprono tutto, meno ciò che è evidente.
Le donne rappresentano il trionfo della materia sullo spirito. Gli uomini rappresentano il trionfo dell'intelletto sulla morale.
Le donne ci ispirano i più grandi capolavori, e ci impediscono sempre di realizzarli.
La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne solo adorate.
Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese.
Ci sono due cose che ho sempre amato alla follia: le donne e il celibato.
E' il crescere del senso morale nelle donne che fa del matrimonio un'istituzione così unilateralmente senza speranza.
Le donne non sanno mai quando si cala il sipario. Vogliono sempre un sesto atto e, proprio quando l'interesse dello spettacolo è svanito del tutto, propongono di continuarlo.
Gli uomini si sposano perchè sono stanchi. Le donne perchè sono curiose. Entrambi rimangono delusi.
I mariti delle donne eccezionalmente belle appartengono sempre alla malavita.
La base logica del matrimonio è il malinteso reciproco.
(Oscar Wilde)
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Louis - Che cosa siamo?
Armann - Niente. Nient'altro che vampiri.
Louis - Chi ci h
Louis - Che cosa siamo? Armann - Niente. Nient'altro che vampiri. Louis - Chi ci ha fatto ciò che siamo? Armann - Voi saprete certo chi vi ha fatto. Louis - Si, ma chi ha fatto Lui?...l'origine di tutto questo male? Armann - Ti ho visto in teatro. La tua sofferenza, la tua compassione per quella ragazza...Tu muori quando uccidi. Tu pensi di meritare la morte e non ti risparmi niente. Ma questo ti rende cattivo? O dato che comprendi ciò che chiami bontà non ti rende buono? Louis - Non esiste niente? Armann - Può darsi. E può darsi che questo sia l'unico vero male rimasto. Louis - Dio allora non esiste? Armann - Non so niente di Dio, né del Diavolo. Non ho mai avuto una visione, né imparato un segreto che potesse dannare o salvare la mia anima. E, per quanto ne so, con i miei 400 anni, io sono il più vecchio vampiro vivente nel mondo. Louis - Allora è come ho sempre temuto... Armann - Tu temi troppo. Cosi tanto che mi fai pensare...Colui che ti ha fatto avrebbe dovuto dirtelo. Quello che lascio il vecchio mondo per il nuovo... Louis - Colui che ci ha fatto non sapeva niente e non gli interessava sapere... [...] Armann - Lo sai quanti pochi vampiri hanno il grande dono dell'Immortalità? Lo sai quanti periscono per loro volontà? Il mondo cambia. Noi invece no. Ed è proprio questa l'ironia che alla fine ci uccide. È necessario che io ti metta in contatto con quest'era. Louis - Non ti rendi conto. Io non sono lo spirito di nessuna era. Sono in lotta con tutto. E lo sono sempre stato. Armann - Louis, è questo lo spirito della tua era. Il suo cuore, la tua caduta dalla grazia è appunto la caduta di un secolo. Louis - Ma i vampiri del teatro? Armann - Decadenti, inutili. Non sono in grado di riflettere quest'era. Tu puoi. Tu rifletti il suo cuore spezzato. Un vampiro con l'anima di un uomo. Un immortale con le passioni dei mortali. Tu sei Bellissimo, amico mio.
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Il settimo cerchio.
Dante lo ha descritto perfettamente.
Alberi sanguinanti in att
Il settimo cerchio. Dante lo ha descritto perfettamente. Alberi sanguinanti in attesa del Giorno del Giudizio, quando potremo tutti impiccarci ai nostri stessi rami. Non è così facile, dottore. Trovare la quiete richiede vera genialità. È questione di discernimento. Come dice Sprown... "Non siamo peccatori perché pecchiamo, ma pecchiamo perché siamo peccatori" In termini più accessibili... "Non siamo malvagi per via del male che facciamo, ma facciamo del male perché siamo malvagi" Che scelta ha gente come noi? Direi che non abbiamo proprio altre opzioni. [...] Affrontare ciò che siamo veramente. Ci esponiamo alla luce, e la nostra vera natura viene rivelata. L'autoconoscenza è la distruzione del sé.
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Ti puzza il fiato di merda. Sai da quant'è che mi astengo io? Da quarant'anni. L'ultima vo
Ti puzza il fiato di merda. Sai da quant'è che mi astengo io? Da quarant'anni. L'ultima volta che ci ho dato dentro me ne sono fatti venti in una notte. Cadono come mosche quando hai fame, vero? Non riesci mai a saziarti, eh? Però si impara anche a controllarsi, come i tibetani, a vivere con quasi niente. La prima è la più dura, vero? E, superata quella, l'una vale l'altra. [...] Tutto il mondo è un cimitero, e noi gli uccelli da preda che beccano le ossa. Non siamo altro. Siamo quelli che dicono ai moribondi che l'ora è suonata. Tu credi che Nietzsche capisse qualcosa? L'umanità si è sforzata di vivere al di là del Bene e del Male, fin dall'inizio. E sai cosa ha trovato? Me. [...] Io non sono come te, e tu non sei niente. Questa cosa di non dimenticarla. Tu non sei una persona: non sei niente. Hai mai letto 'Il pasto nudo'? Barroughs descrive esattamente cosa vuol dire stare in astinenza. Ti faccio vedere io cosa sei. Ti insegno io cosa è la fame. Hai trovato difficile la prima volta? Rilassati. C'è tempo prima che spunti il sole. [...] Non riesci a mangiare, non riesci a dormire, non riesci nemmeno a uscire e soddisfare l'impulso durante il giorno. Sei schiava di quello che sei, e non sei niente. Io defeco. Tu da quant'è che non lo fai? Io sono quasi umano: mangio, dormo, ho un lavoro. Posso stare a dieta. È stata dura ma ho imparato. Tu credi di sapere quello che sei. Bisogna sapersi mescolare, non ostentare la propria diversità. Conta la qualità dell'esistenza. Il mio vizio è controllato dalla mia volontà. È vero, la mia volontà all'inizio è stata influenzata dal mio vizio, ma ora è abbastanza forte per dettare le condizioni per soddisfare le mie urgenze. Lo trovi troppo astratto? Il buono che è in te io lo userò per il mio sostentamento, mentre tu avrai la sensazione di non nutrirti da mesi. I demoni soffrono all'Inferno. [...] Ciò che morto non si uccide. L'Eternità è lunga, cerca di abituartici. Di che ti preoccupi? Non muori mica. Il dolore è una cosa che tutti conosciamo. Ma per capirlo occorre essere speciali. Proprio speciali.
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I filosofi hanno sempre un predecessore per sviluppare un sistema filosofico. E la stessa
I filosofi hanno sempre un predecessore per sviluppare un sistema filosofico. E la stessa cosa vale per tutti noi. Però non funziona più perché il nostro predecessore non ha nomi. La colpa non si lava col tempo: è Eterna. L'appetito è insaziabile. Tu credi che l'Inferno abbia chiuso bottega? Credi che quello che hai fatto non circoli per sempre nello spazio e credi di essere stata perdonata per le bugie che hai detto da ragazzina? O per essere stata con uomini sposati? O per aver pagato tasse che hanno solo finanziato l'imperialismo?! Sto marcendo dentro, però non sto morendo. Potrei andare avanti cosi in eterno. Dobbiamo pagarlo tutti il debito. Per nascondere le pecche si può fare la chirurgia plastica, ma non si taglia dove il Male ha origine. Si vede subito la diversità in gente come me: il cancro diventa palese. Ma tu ne sei colpita quanto me, cosa credi? Invece la stessa dipendenza è nella natura dell'organismo... Ora guardami in faccia, e dimmi di andare. Guarda il peccato in faccia, e digli di andarsene. È cosi che ci si riduce...Guardami in faccia e dimmi di andare via! Guardami in faccia e dimmi di andare, ma con fermezza! Dimmelo in modo autorevole, coraggio, dillo con convinzione! Non vorrai più guardarti dopo stasera. Non mi pregare... Feuerbach ha scritto... "Tutti gli uomini che contano le stelle equivalgono in tutto a Dio. La mia indifferenza è del tutto conseguente. È il tuo stupore che va studiato.
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Un aspetto del determinismo si manifesta nel fatto che i non salvati non riconoscono il p
Un aspetto del determinismo si manifesta nel fatto che i non salvati non riconoscono il peccato nella loro vita. Non ne sono consapevoli. Non soffrono del rimorso della coscienza perché non riconoscono che il male esiste. Questo perché sono tutti predestinati all'Inferno, e perciò non raggiungono mai la luce della metà-noia, o conversione. Questa è un'opera della grazia che tocca solo ai credenti, perciò, considerando l'aspetto salvifico che sta nell'affrontare la colpa, la sofferenza è un bene. Dovremmo tutti sentire la colpa e la sofferenza, in modo da cercare il perdono e con esso la libertà. Il senso di colpa ci dice solo che Dio disegna il nostro destino, ed è da stupidi rifiutarsi di riconoscerlo. [...] Adesso io conosco chiaramente una metà della verità. Vale a dire una metà in più di quella che loro riconoscono. Il vecchio adagio della santa Iana, secondo cui coloro che non imparano dalla storia sono condannati a riviverla è una menzogna. La storia non esiste. Tutto ciò che siamo è eternamente con noi. La domanda che dobbiamo porci, quindi, è...Che cosa potrà salvarci dalla nostra folle propensione a propagare il male in cerchi sempre più ampi? [...] Finalmente ho capito cosa c'è dietro a tutto questo. Cosa è stato a renderlo possibile. Adesso capisco, Signore, la mostruosità c'è dentro di noi. La nostra droga è il Male. La nostra propensione al Male risiede nella nostra debolezza. Kierkegaard aveva ragione: c'è un terribile precipizio davanti a noi. Ma sbagliava riguardo al salto. C'è differenza tra saltare ed essere spinti. Si arriva al punto in cui si è costretti a fare i conti con i propri bisogni. E l'incapacità di gestire fino in fondo la situazione crea una insopportabile ansia. Non è 'cogito ergo sum', bensì 'dedito ergo sum', ossia 'pecco, ergo sono'. [...] La filosofia è propaganda. Fa sempre il tentativo di influenzare l'oggetto, di cambiare la sua visione delle cose. Il vero interrogativo è: che tipo di impatto può avere la filosofia sugli altri ego, trascendenti o no? Noi eliminiamo il verbo, eliminiamo il significato. Il predicato definisce il ruolo del sostantivo nell'essere. Ecco perché nella mia analisi insisto sul palese didatticismo nelle opere del filosofo. È un elemento che rinnega la sua trascendenza, la sua indipendenza. Il risultato? L'essenza viene rivelata dalla prassi. Le parole del filosofo, le sue idee, le sue azioni, non si possono scindere dai suoi valori, dai suoi intendimenti. In fondo è di questo che si tratta: il nostro impatto sugli altri ego. [...] La dipendenza è una cosa meravigliosa. Per l'anima è meglio di qualsiasi formulazione di concetti intellettuali. La dipendenza ha una duplice natura. Da un lato soddisfa lo stimolo che scaturisce dal Male. Ma dall'altro ottunde la percezione. Cosicché viene meno la coscienza del nostro stato. Si beve per ottundere la coscienza di essere alcolisti. L'esistenza diviene ricerca di sollievo dal vizio. E il vizio è l'unico sollievo che possiamo trovare.
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Victor, brillante avvocato parigino, conosce un doppio rovescio di fortuna lo stesso giorn
Victor, brillante avvocato parigino, conosce un doppio rovescio di fortuna lo stesso giorno: viene lasciato dalla moglie e licenziato dall'ufficio legale in cui lavora, disperato. Nessuno dei suoi amici gli è d'aiuto, nessuno gli bada, presi come sono dai loro molteplici problemi: tutti hanno i guai loro. Solo un vagabondo, Michou, un po' da amico e un po' da scroccone, gli si appiccica alle costole e alla fine gli dà lezioni di vita. E da fallito diventa uomo. Ritmo frenetico, dialoghi a mitragliatrice, a tratti geniale.
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Victor, brillante avvocato parigino, conosce un doppio rovescio di fortuna lo stesso giorn
Victor, brillante avvocato parigino, conosce un doppio rovescio di fortuna lo stesso giorno: viene lasciato dalla moglie e licenziato dall'ufficio legale in cui lavora, disperato. Nessuno dei suoi amici gli è d'aiuto, nessuno gli bada, presi come sono dai loro molteplici problemi: tutti hanno i guai loro. Solo un vagabondo, Michou, un po' da amico e un po' da scroccone, gli si appiccica alle costole e alla fine gli dà lezioni di vita. E da fallito diventa uomo. Ritmo frenetico, dialoghi a mitragliatrice, a tratti geniale.
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Victor, brillante avvocato parigino, conosce un doppio rovescio di fortuna lo stesso giorn
Victor, brillante avvocato parigino, conosce un doppio rovescio di fortuna lo stesso giorno: viene lasciato dalla moglie e licenziato dall'ufficio legale in cui lavora, disperato. Nessuno dei suoi amici gli è d'aiuto, nessuno gli bada, presi come sono dai loro molteplici problemi: tutti hanno i guai loro. Solo un vagabondo, Michou, un po' da amico e un po' da scroccone, gli si appiccica alle costole e alla fine gli dà lezioni di vita. E da fallito diventa uomo. Ritmo frenetico, dialoghi a mitragliatrice, a tratti geniale.
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