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http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ Per una migliore visione e soprattutto per una più facile lettura dei testi, consiglio di guardare il video in altà qualità. Lutero e i mercanti del Tempio
Che cos'è un'indulgenza? Pochi lo sanno anche perché nel linguaggio corrente essere indulgenti significa non essere severi, lasciar correre. L'indulgenza non è la stessa cosa. Che cos'è dunque? Per saperlo occorre addentrarsi nelle complesse articolazioni della dottrina cattolica della penitenza, oggi chiamata «sacramento della riconciliazione». Ogni peccato comporta una colpa (per aver offeso Dio) e una pena (per aver infranto la legge). La colpa la può rimettere solo Dio (che lo fa, abitualmente attraverso l'assoluzione sacerdotale). La pena invece è di competenza della Chiesa: è lei che la fissa, è lei che la gestisce. Essa ha il potere di commutarla, e l'indulgenza è questo: la commutazione di una pena in un'altra (come una serie di preghiere in un digiuno, un digiuno in un pellegrinaggio, un pellegrinaggio in un'offerta per i poveri o in qualche altra prestazione benefica, e così via). E comprensibile che ben presto il modo più sbrigativo di «lucrare un'indulgenza» divenne l'offerta in danaro. E anche se, a rigore, il sistema può funzionare senza, è l'accoppiata indulgenza-offerta in danaro che ha funzionato più e meglio di tutte. Inoltre, il fatto che l'indulgenza sia applicabile, secondo la dottrina cattolica, anche alle anime del purgatorio accorciando i tempi della loro purificazione, ne ha incrementato molto la diffusione. Infine ci si è sentiti autorizzati a essere particolarmente generosi nell'elargizione delle indulgenze grazie al cospicuo «Tesoro della Chiesa» costituito dai meriti supererogatori (così sono chiamati) dei santi, cioè dei meriti in più di quelli di cui essi hanno bisogno, che la Chiesa amministra distribuendoli a chi non ne ha o ne ha troppo pochi. Molti pensavano che tutto questo fosse storia passata. Invece le indulgenze sono tornate. Sono tornate con la «Bolla di indizione del grande giubileo dell'anno 2000» firmata da Giovanni Paolo II e resa nota il 29 novembre scorso (n.d.r. 1998), insieme alle «Disposizioni per l'acquisto dell'indulgenza giubilare». L'abbinamento indulgenza-giubileo è tradizionale. Già nel primo «anno santo» indetto da Bonifacio VIII nel 1300 i numerosissimi pellegrini affluiti a Roma «se ne andarono - secondo un testimone del tempo - tutti carichi d'indulgenze, lasciando a Roma un immenso danaro». L'attuale pontefice ribadisce che l'indulgenza «è uno degli elementi costitutivi dell'evento giubilare» (n. 9) e ne parla con un linguaggio ispirato, lirico, scandito di citazioni bibliche, quasi trasfigurante, tanto da chiamare l'indulgenza «dono prezioso» (n. 9). Le stesse «Disposizioni per l'acquisto» contengono un'affermazione che avrebbe fatto saltare dalla gioia Lutero, e cioè questa: «Cristo è l'indulgenza e la propiziazione per i nostri peccati». Ma questa suggestiva veste letteraria copre, senza minimamente modificare, la dottrina delle indulgenze che, oltre a essere stata - come si sa - fatale per l'unità de!Ia chiesa d'Occidente, sembra a noi niente affatto evangelica perché offusca il carattere gratuito e incondizionato del perdono di Dio, che è il cuore dell'Evangelo. Il fatto poi che la Bolla parli di indulgenze al singolare anziché di indulgenze al plurale è, sul piano teologico, del tutto irrilevante. Aveva visto bene Lutero: la dottrina delle indulgenze non è da trasfigurare ma da abbandonare. Perché il perdono di Dio cancella sia la colpa sia la pena, perciò cancella anche l'indulgenza, che non ha più ragion d'essere. Si può commutare una pena che c'è, non una pena che non c'è. Il perdono di Dio è tale da rendere superflue tutte le indulgenze, passate, presenti e future, giubilari e non giubilari. In saecula saeculorum. Amen.
E che cosa metti al posto delle indulgenze cancellate?
Metto la predica di Cristo e della sua giustizia, poco nota a noi ma ben nota all'apostolo Paolo, il quale parla di «guadagnare Cristo» (ma senza indulgenze, perché, appunto, l'indulgenza è Lui) è di «essere trovato in Lui non con una giustizia derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo; la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede» (Fil 3,8-9). Paolo Ricca in "Riforma", dicembre 1998
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Gesù, la prostituta e l'amore
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War: Sinéad O'Connor vs Giovanni Paolo II
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War: Sinéad O'Connor vs Giovanni Paolo II
Il 3 ottobre 1992 la cantautrice irlandese Sinéad O'Connor mentre cantava "War" di Bob Marley al Saturday Night Live cambiò inaspettatamente le ultime parole del testo per riferirsi esplicitamente ai crimini pedofili dei preti cattolici. Alla fine della canzone strappò davanti alle telecamere la foto di Papa Giovanni Paolo II dicendo: "Fight the real enemy", combatti il vero nemico. Potete scaricare il file originale andando qui: http://www.torrentportal.com/details/779875/Sinead+O'Connor+ -+War+(Live+SNL+1992).avi.torrent.html
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http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ Gesù, i bambini e la croce
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http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ sodomia cattolico-fascista vs accoglienza socialista
A causa di un (salutare) fraintendimento il video è stato da me rimosso e poi, tornata la quiete, caricato di nuovo. Che i commenti siano andati persi dispiace a me quanto ai loro autori.
Musica (gentilmente autorizzata da UMG): "Make Your Own Kind of Music" di Mama Cass Elliot
--- "Si legge su Repubblica di oggi che il papa lancia un appello all'accoglienza. Si legge, nello stesso articolo, che "Benedetto XVI si è tenuto fuori dal dibattito in corso in Italia sul tema dell'immigrazione clandestina". E perché? Questo non è giusto. Soprattutto dal momento in cui tende a "tenersi dentro" a molte faccende etiche e morali della gente. Anche questa lo è, ma forse lui non lo sa. Certo, come potrebbe esprimersi, prendere una posizione, quando il Vaticano sta sfrattando intere famiglie o persone disabili dagli appartamenti di sua proprietà perché non in grado di pagare un affitto rivalutato in base al livello attuale di mercato? Inoltre occorre non dimenticare che questo è il governo che la gerarchia ecclesiastica auspicava, è impensabile quindi che gli si contrapponga in modo fermo. Invece di promuovere la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, tanto per fingere di collaborare alla risoluzione del problema, ricca di belle frasi e di preghiere, addirittura di "grida d'allarme", si potrebbe, ad esempio, smettere di sfrattare le persone, creando di fatto nuovi "rifugiati", utilizzare le proprietà immense di congregazioni, ordini, diocesi (per non parlare del Vaticano stesso) per farci qualcosa di utile. Non abbiamo più bisogno di ostelli per giovani pellegrini, ce ne sono fin troppi!! I conventi, i noviziati sono vuoti, non ci sono più religiosi, a cosa serve tenersi stretti i palazzi? Ecco cosa propone il papa per risolvere la situazione: "che si incoraggino le celebrazioni particolari per i migranti e gli itineranti, che in esse potranno trovare, un fortissimo rimando alla propria famiglia, al proprio matrimonio, per vivere la propria situazione in prospettiva di fede, cercando nella grazia divina la forza necessaria per riuscirvi". Dov'è la grazia divina, che sono certa l'Altissimo ci consegni in gran quantità? In un giaciglio di lamiera dove nessuno di noi si avventurerebbe a vivere, dove probabilmente solo Gesù oserebbe posare il capo, prima di essere sfrattato, anche lui". Accoglienza sfrattata, di Stefania Salamone 12 maggio 2008
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http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ Sessualità, nevrosi e chiesa cattolica Musi
http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ Sessualità, nevrosi e chiesa cattolica Musica: The Smiths, "Heaven Knows I'm Miserable Now" Fotogrammi tratti da "Il prete" di Antonia Bird.
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http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ Ave Maria? (visione sconsigliata all'utente
http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ Ave Maria? (visione sconsigliata all'utente cattolico) Musica: "Per Elisa" di Alice
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Le armi del potere religioso
Ambizione, paura e credulità sono le armi del potere.
Quando Dio viene concepito come un dio che discrimina tra credenti e miscredenti, giusti e peccatori, praticanti e non praticanti, nasce il potere religioso.
Il potere religioso si basa sulla paura. Minaccia violenza e castighi. In cielo e in terra. Rende l'uomo vile e timoroso. Rende l'uomo schiavo.
Il potere religioso si basa sull'ambizione. Promette ricompense a chi si sottomette. In cielo e in terra. Rende l'uomo orgoglioso e superbo.
Il potere religioso si basa sulla credulità. Esalta se stesso. In cielo e in terra. Propaganda la cieca obbedienza come bene per l'uomo. Rende l'uomo infantile.
Il potere esercitato in nome di Dio è il più perverso.
Propaganda la sottomissione ai suoi rappresentanti come volontà di Dio. Come amore per Dio. Ma la schiavitù non è un valore. In cielo e in terra.
All'obbedienza a Dio Gesù contrappone l'assomiglianza al Padre. All'osservanza della Legge la pratica dell'Amore.
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http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ La libertà di coscienza di ciascuno di noi n
http://sututtoprevalelafolgore.blogspot.com/ La libertà di coscienza di ciascuno di noi non è "presunzione ideologica". La società umana necessita d'amore compassionevole e non di fredda dottrina, necessita d'umile condivisione e non d'arroganti maestri di verità.
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