La versione finale della direttiva dell'Unione Europea sul copyright rappresenta un miglioramento rispetto al testo iniziale, ma rimangono delle preoccupazioni.

L'articolo 17 (ex articolo 13) potrebbe comunque avere conseguenze indesiderate in grado di danneggiare l'economia creativa e digitale dell'Europa.

Il 26 marzo il Parlamento europeo ha approvato la direttiva dell'Unione europea sul copyright. Durante la sessione sono stati proposti degli emendamenti che avrebbero potuto portare alla rimozione degli articoli 11 e 13. Tuttavia, con un ridottissimo margine di appena cinque voti, gli eurodeputati hanno deciso di non sottoporre più a dibattito ulteriori modifiche. Benché la versione finale del testo rappresenti un miglioramento rispetto alla precedente, temiamo tuttora che la direttiva dell'Unione europea sul copyright possa avere conseguenze indesiderate che potrebbero danneggiare l'economia creativa e digitale dell'Europa.

Nonostante l'esito della vicenda, siamo estremamente orgogliosi dei creator e delle community che, in gran numero, hanno fatto sentire la propria voce ed espresso le proprie preoccupazioni. Avete fatto la differenza. È grazie a voi che è stato possibile portare al centro dell'attenzione le problematiche correlate al copyright e far conoscere tanto ai legislatori quanto all'opinione pubblica il punto di vista dei creator. Ciò ha permesso di giungere a una formulazione migliore nel testo finale della direttiva dell'Unione europea sul copyright. Il movimento a cui avete dato vita ha creato la petizione più popolare di sempre su Change.org, a riprova della forza e dell'importanza dell'economia generata dai creator.

Quali saranno i prossimi passi?

Stiamo portando a termine un'analisi per comprendere quali ripercussioni avrà la direttiva dell'Unione europea sul copyright su tutti i partner, compresi creator, artisti, titolari dei diritti e utenti.

Quando viene adottata una direttiva a livello europeo, spetta poi ai singoli paesi membri recepirne le disposizioni all'interno di proprie leggi nazionali. I lavori in tal senso verranno condotti nell'arco dei prossimi due anni.

Il piano d'azione di YouTube

Intendiamo supportare il recepimento della direttiva dell'Unione europea sul copyright collaborando con gli stati membri e caldeggiando l'inserimento di quadri normativi equi in materia di responsabilità e acquisizione delle licenze, in modo da sostenere l'economia digitale e non frenare la libertà di espressione in ambito creativo. Intendiamo:

  • Analizzare e rendere noto l'impatto della versione finale della direttiva dell'Unione europea sul copyright su tutti i partner, compresi creator, utenti, artisti e publisher di ogni singolo paese
  • Monitorare i piani di implementazione di ogni paese, con le relative tempistiche
  • Continuare a collaborare con gli esponenti del settore e i titolari di diritti al fine di individuare un sistema che renda possibile un'azione concertata tra piattaforme e titolari dei diritti, nonché la partecipazione al dialogo avviato dalla Commissione europea
  • Fornire aggiornamenti diretti ai creator tramite questo sito. Sono disponibili anche altre risorse, tra cui la lettera trimestrale di Susan Wojcicki, CEO di YouTube, le email dirette e @YTCreators

Nelle prossime settimane, non appena avremo portato a termine la nostra analisi, comunicheremo nel dettaglio alla community in che modo il testo finale influirà sulle attività dei creator, artisti e utenti europei.

Cosa dicono artisti e creators

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PietSmiet

Diskussion über Artikel 13 | Maybrit Illner vom 28.03.2019 | ZDF

ZDF

Axel Voss im Interview | Artikel 13 beschlossen!

HerrNewstime

ES IST VORBEI

ConCrafter | LUCA

Artikel 13 kommt definitiv! Alle Infos.

MrWissen2go

The Jussie Smollett Scandal's New Twists & Corruption Accusations, PewDiePie, & Article 13

Philip DeFranco

Robocopyright - Article 13 Rap

Grandayy

Jordan Peele Hates White Men Clickbait, Brunei is Beacon Of Equality, & Accidental Article 13 Vote

Philip DeFranco

  • Altre domande? Leggi le domande frequenti.

    1. Che cos'è l'articolo 17 (ex articolo 13)?

      L'articolo 17 (in precedenza articolo 13, come indicato dalla nuova numerazione della direttiva) fa parte della proposta di legislazione dell'Unione europea (UE) sul copyright creata con l'intento di tutelare meglio la creatività e permettere ai titolari del copyright di proteggere i propri contenuti online in modo efficace. Il testo finale approvato è disponibile qui.

    2. Qual è lo stato attuale dell'articolo 17? E cosa succederà adesso?

      • Il 26 marzo, il Parlamento europeo ha votato a favore della direttiva sul copyright, che include anche l'articolo 17.
      • Il testo finale passerà ora al Consiglio per l'approvazione formale, che è prevista ad aprile.
      • Successivamente la direttiva verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e, a partire da quel momento, i paesi dell'UE avranno due anni di tempo per decidere in quale forma recepire la direttiva promulgando una legge nazionale.
    3. Che cosa intende fare YouTube?

      I nostri prossimi passi consisteranno nel supportare il recepimento della direttiva dell'Unione europea sul copyright collaborando con gli stati membri al fine di garantire la definizione di quadri normativi equi in materia di responsabilità e acquisizione delle licenze, in modo da sostenere l'economia digitale e la libertà di espressione in ambito creativo. Intendiamo:

      • Analizzare e rendere noto l'impatto della versione finale della direttiva dell'Unione europea sul copyright su tutti i partner, compresi creator, utenti, artisti e publisher di ogni singolo paese
      • Monitorare i piani di implementazione di ogni paese, con le relative tempistiche
      • Continuare a collaborare con gli esponenti del settore e i titolari di diritti al fine di individuare un sistema che renda possibile un'azione concertata tra piattaforme e titolari dei diritti, nonché la partecipazione al dialogo avviato dalla Commissione europea
      • Fornire aggiornamenti diretti ai creator tramite questo sito. Sono disponibili anche altre risorse, tra cui la lettera trimestrale di Susan Wojcicki, CEO di YouTube, le email dirette e @YTCreators
    4. Cosa farà YouTube per assicurare la conformità del sito all'articolo 17?

      L'articolo 17 presenta implicazioni complesse e stiamo attualmente analizzando il testo finale. Sulla base di tali premesse, dovremo poi analizzare anche la legislazione che verrà adottata al recepimento della direttiva nei singoli stati membri e che dovrà essere elaborata nei prossimi due anni. Quando ogni stato membro avrà finalizzato la propria normativa in materia, avremo le basi necessarie per comunicare con certezza e in modo esaustivo le modalità in cui assicureremo la conformità di YouTube.

    5. Quali problemi presenta il testo nella sua versione finale?

      L'ultima versione rappresenta un miglioramento rispetto a quella approvata dal Parlamento europeo nel settembre 2018. Le piattaforme che mettono in campo sforzi apprezzabili per aiutare i titolari dei diritti a identificare e proteggere le proprie opere non dovrebbero essere soggette ad alcuna responsabilità per i caricamenti non identificati degli utenti, in particolar modo nei casi in cui né il titolare dei diritti né la piattaforma sono in grado di stabilire con precisione a chi appartengano effettivamente i contenuti. Nella formulazione finale del testo, si tiene ora conto di questo principio. Ciò non toglie che la versione finale dell'articolo 17 presenti tuttora diverse criticità.

      Nello specifico, il testo finale approvato:

      • Non definisce con sufficiente chiarezza i requisiti in base ai quali i titolari dei diritti sarebbero tenuti a collaborare per identificare i rispettivi contenuti. Al contrario, introduce una serie di requisiti vaghi e non sperimentati che potrebbero essere imposti alle piattaforme che agiscono in buona fede, ai creatori di contenuti e ai titolari dei diritti, con il rischio che i servizi online finiscano per bloccare una quantità eccessiva di contenuti per limitare i rischi di natura legale.
      • È tutt'altro che chiaro quali siano le tipologie di contenuti per le quali le piattaforme come YouTube dovranno essere in possesso di licenze, ad esempio immagini, quadri, fotografie e così via. Non essendovi alcuna indicazione chiara in merito, è impossibile avere la certezza assoluta che tutti i diritti siano stati debitamente contemplati al momento del caricamento. Di conseguenza, i servizi online potrebbero anche finire per bloccare una quantità eccessiva di contenuti per limitare i rischi di natura legale.
      • Introduce potenziali nuove responsabilità legali e nuovi adempimenti per i creator.
    6. Ogni creator avrà bisogno di richiedere singolarmente una licenza oppure un titolare dei diritti potrà concedere una licenza globale in modo che tutti possano avvalersene per creare dei video?

      Tutto dipenderà dalla modalità con cui gli stati membri recepiranno la direttiva dell'Unione europea sul copyright. È possibile che i titolari dei diritti possano concedere licenze globali, ma l'articolo 17 renderà l'intero processo di acquisizione delle licenze più complesso a causa della sua attuale formulazione non sufficientemente chiara.

    7. Potrò caricare su YouTube le cover di brani che realizzo?

      Dipende. YouTube continuerà a impegnarsi per ottenere le licenze per conto degli utenti che realizzano cover. Per ottenere le licenze è necessario che un publisher, l'entità che gestisce i diritti interessati, identifichi il brano di cui si fa uso. Se il publisher non è in grado di identificare il brano o YouTube non riesce a ottenere una licenza, potresti non avere più la possibilità di realizzare cover di determinati brani. YouTube potrebbe essere costretta a bloccare le cover non identificate in quanto non avrà modo di sapere se tale cover dispone o meno di una licenza.

    8. Che cosa succede se un video è stato stilizzato per assomigliare a un videogioco esistente, ma le risorse utilizzate sono state create da zero?

      Il copyright è molto complesso. Ai sensi dell'articolo 17, le piattaforme saranno ritenute responsabili per qualsiasi utilizzo di un'opera o di altri contenuti che potrebbero essere protetti dalle leggi sulla proprietà intellettuale (ad esempio un'immagine, un quadro, una foto, un mobile e così via).

    9. YouTube riuscirà a ottenere tutte le licenze necessarie per conto dei creator?

      Faremo del nostro meglio, ma data l'ambiguità del testo dell'articolo 17 non sarà possibile escludere eventuali rivendicazioni da parte dei titolari dei diritti. Anche se siamo in possesso dei necessari diritti, infatti, i dati relativi alla titolarità sono così limitati che potrebbe essere difficile sapere se una licenza copre o meno un particolare contenuto in quanto il titolare dei diritti non è in grado di identificarlo.

    10. Che cosa significa tutto questo per me in qualità di creator o artista di YouTube nell'Unione europea?

      YouTube e le altre piattaforme potrebbero non avere altra scelta che bloccare i tuoi video esistenti e impedirti di caricarne di nuovi nell'Unione europea, a meno che tu non possa dimostrare di detenere la proprietà di tutti gli elementi presenti nei tuoi video, compresi immagini e suoni.

    11. Che cosa significa tutto questo per me in qualità di creator o artista di YouTube NON nell'Unione europea?

      YouTube e le altre piattaforme dovranno applicare le disposizioni della direttiva UE a ogni video messo a disposizione degli utenti nell'Unione europea. Ciò significa che, in base alla legislazione adottata dai singoli stati membri nel recepimento della direttiva, lo stesso video potrebbe essere soggetto a requisiti differenti a seconda del paese in cui viene guardato.

    12. Quali tipi di contenuti protetti da copyright non sarei in grado di utilizzare nei miei video?

      Esempi di materiali protetti da copyright nei tuoi video che potrebbero essere interessati dall'articolo 17 (ex articolo 13) includono immagini, artwork, software, estratti di libri, musica, parodie e altro ancora. Ulteriori informazioni qui.

    13. Perché non sono sufficienti gli strumenti per la verifica del copyright come Content ID?

      L'attuale formulazione dell'articolo 17 rende gli strumenti per la verifica del copyright come Content ID insufficienti a escludere qualsiasi responsabilità a carico di piattaforme come YouTube.

      Content ID funziona se i titolari dei diritti lo utilizzano e indicano con chiarezza i contenuti di loro proprietà. Tuttavia, in molti casi, le informazioni sulla titolarità del copyright mancano oppure sono solo parziali. Ciò significa che il sistema non disporrebbe di basi sufficienti per identificare con precisione le informazioni complete sul copyright al momento del caricamento.

      In parole povere, contenuti con titolarità del copyright parziale o sconosciuta potrebbero essere trattati in maniera analoga a contenuti senza licenza e quindi dovrebbero essere bloccati.

    14. Che cosa stanno facendo le altre piattaforme? YouTube è l'unica a combattere questa battaglia?

      La direttiva sul copyright non riguarderà solo i creator e gli artisti su YouTube. Verrà applicata anche a molte forme di contenuti generati dagli utenti caricati su altre piattaforme su Internet.

      Molte altre persone stanno dando voce alle loro preoccupazioni. Privati, organizzazioni (come European Digital Rights e l'Internet Archive), aziende (come Reddit, Patreon, Wordpress e Medium), i pionieri e gli architetti originali di Internet (come Sir Tim Berners Lee) e il relatore speciale dell'ONU per la libertà di espressione hanno condiviso i loro timori. Molti creator su Internet difendono il proprio diritto di creare ed esprimersi, tra cui Phil DeFranco, ConCrafter | LUCA, ZDF e MrWissen2go.

    15. Quali paesi verrebbero interessati direttamente dall'articolo 17?

      Tutti gli stati membri dell'UE saranno tenuti a recepire la direttiva dell'Unione europea sul copyright: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Per quanto riguarda il Regno Unito, almeno per il momento spetta al governo britannico decidere se recepire o meno la direttiva. È possibile che ciò avvenga, dato che il paese ha partecipato alle negoziazioni. Ulteriori informazioni sulla Brexit.